Cinque tool indispensabili che ogni game artist dovrebbe utilizzare

Scopri i cinque tool indispensabili che dovresti imparare a utilizzare per avere successo come game artist.

Justin Cheadle · 25 gennaio 2019

D’accordo, sono il primo ad ammettere che il titolo è un po’ provocatorio. Ogni tool presente sul mercato ha diverse alternative e possono esserci opinioni differenti su quale sia il migliore per svolgere un determinato compito. A mio avviso, essere esperti dei cinque tool indispensabili descritti in questo articolo aumenterà le tue possibilità, in qualità di game artist, di avere successo nell’industria dei videogiochi. Continua a leggere per scoprire perché.


Un esempio di flusso di lavoro semplificato dei tool di un game artist 3D. Scopri quali sono i tool migliori continuando a leggere l’articolo!

Tool #1: Adobe Photoshop

Sapevi già che sarebbe stato al primo posto, vero? Photoshop ha il dominio del mercato dei software per la creazione delle immagini da così tanto tempo che oramai è sinonimo di manipolazione di immagini: “Quel pesce che va in bicicletta è di sicuro Photoshop!”

Screenshot di Photoshop CC
Photoshop CC 2015

Avere familiarità con Photoshop è talmente fondamentale che, senza, è davvero molto difficile pensare di ottenere un lavoro nell’industria dei videogiochi. Il problema è che si tratta di un software abbastanza costoso e richiede la sottoscrizione di un abbonamento mensile per disporre di una licenza.

Menzione d’onore: se vuoi imparare le basi della creazione di grafica raster senza dilapidare il tuo portafoglio, potresti dare un’occhiata a GIMP - un’alternativa gratuita che ha diverse funzionalità comparabili, sebbene inserite in un pacchetto software meno raffinato e versatile. Per la tua carriera da professionista, però, dovrai probabilmente ricorrere a programmi a pagamento.

Tool #2: Quixel Suite

Se Photoshop rappresenta le fondamenta di quello che creerai come game artist, Quixel è… come dire, se non le mura per intero, almeno il primo strato di mattoni. Si tratta di una suite di strumenti che si integrano con Photoshop e semplificano il processo di creazione di materiali ad altissime risoluzioni. (Per materiale si intende, nel caso tu non lo sappia, una combinazione di texture e altri elementi, come bump e specular map che interagiscono tra loro per ricreare la stessa impressione di una superficie realistica). Si tratta di un tool davvero fondamentale per creare asset grafici di qualità per i moderni ambienti di sviluppo 3D utilizzati per realizzare videogiochi.

Quixel Suite 2

Menzione d’onore: se Photoshop non fa per te e preferisci creare le tue texture in un altro modo, puoi dare uno sguardo a Substance Painter, che fa più o meno le stesse cose, ma è un programma stand-alone.

Tool #3: Autodesk 3ds Max

Si tratta di un programma che si utilizza per creare e animare modelli 3D.  In pratica, è il software dove crei i modelli su cui applicherai le texture realizzate in Photoshop. Puoi scegliere di utilizzare 3ds Max o un altro pacchetto Autodesk, come Maya, in base alle tue preferenze, ma in genere la maggior parte degli studi di sviluppo di videogiochi finisce per optare per 3ds Max, mentre l’industria cinematografica tende a preferire Maya per i suoi strumenti di animazione più lineari.

Screenshot di 3DS Max
Lavorare con 3DS Max. Fonte: Autodesk

Menzione d’onore: Maya è ovviamente la seconda scelta più sensata, anche perché ne esistono anche versioni che girano nativamente su Linux e Mac, mentre 3ds Max è disponibile solo per Windows.

Tool #4: ZBrush

Quando vuoi fare sul serio con la modellazione 3D, in particolar modo se si tratta di oggetti organici ed esseri viventi, devi necessariamente passare a ZBrush. È un tool molto potente che ti permette di mettere in posa e “scolpire” i modelli 3D come se fossero blocchi di argilla, con la possibilità di definirne caratteristiche e di creare bordi ricchi di dettagli con pennellate rapide. Puoi importare i mesh tridimensionali base da 3ds Max o altri programmi, ed esportare il modello finale di nuovo in Max per animarlo e finalizzare il render.

Scolpire con ZBrush
Personaggio scolpito con ZBrush

Menzione d’onore: Autodesk Mudbox è un’eccellente alternativa a ZBrush, sebbene al momento meno utilizzata nell’industria. Non ha lo stesso ampio numero di opzioni riguardo la creazione di mesh, per cui dovrai probabilmente importarli per forza da Max o Maya.

Tool #5: Unity

Finora abbiamo discusso di diversi strumenti necessari per creare modelli 3D, realizzare texture da applicarvi e animarli, in un processo completo dall’inizio alla fine. Cosa manca? Inserire quei modelli in un gioco, ovviamente.

Come game artist, non ci si aspetta che tu conosca i dettagli di ogni ambiente di sviluppo di videogiochi; finché assicuri di produrre materiali artistici di qualità, gli aspetti relativi di ogni progetto possono essere facilmente imparati una volta al lavoro. Se sviluppi, però, una certa familiarità con il processo di importazione dei tuoi modelli e il modo in cui interagiscono in un gioco, potresti ottenere un vantaggio notevole in un campo difficile. Se vuoi cominciare a far pratica con un motore grafico, Unity può essere un’ottima scelta: è versatile, ampiamente utilizzato e facile da imparare.

Screenshot di Unity
Lavorare con Unity

Menzione d’onore: ovviamente, il miglior ambiente di sviluppo da imparare è quello utilizzato dal progetto per il quale verrai assunto. Dal momento che non sei un chiaroveggente, tuttavia, dovresti cercare di utilizzare potenti motori grafici che facciano largo uso dei tuoi modelli di personaggi estremamente ben realizzati, come CryEngine o Unreal Engine 4.

Conclusione

Questi erano i cinque tool indispensabili che ti aiuteranno ad avere successo come game artist.

Hai notato sicuramente che in realtà ho menzionato dieci o dodici diversi tool in una lista che doveva essere di cinque, e, diamine, non ho neanche accennato a strumenti di animazione 2D come Spine. Il fatto è che ci sono un sacco di tool fantastici sul mercato e sta a te scegliere quello che preferisci. Molti di quelli che ho citato nella lista sono quelli che imparerai a utilizzare nei corsi di arte tenuti qui in DGBA. Dai un’occhiata e ricorda: quello che davvero ti permetterà di ottenere contratti interessanti è un bel portfolio completo. Per questo motivo, impugna lo stilo ed esercitati, esercitati ed esercitati ancora!

 

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