Cos’è il game design?

Cosa significa essere un game designer e cosa fa di preciso?

18 aprile 2019

Di tutti gli aspetti dello sviluppo dei videogiochi, il game design è probabilmente quello meno compreso da parte del pubblico. Molte persone pensano che si riferisca alla programmazione, per altri bastano un paio di riferimenti alla parola “design” per immaginare si tratti di una disciplina visiva simile alla progettazione grafica. Di certo il game design può riguardare uno o entrambi gli aspetti appena menzionati, ma questi non rappresentano di sicuro il fulcro della professione.

L’analogia della torta

Pensa a un gioco come a una torta. Di cosa hai bisogno per preparare una torta? Diversi utensili come alcune ciotole e cucchiai. Ovviamente, devi avere gli ingredienti giusti e una ricetta. Infine, c’è bisogno di un forno dove cuocerla.

Cupcake appena sfornati
Realizzare un gioco è un po’ come preparare una torta

In questa analogia, il game designer è il pasticciere. Ha due ruoli: pensare alla ricetta, ovvero le caratteristiche del gioco, e mettere insieme gli ingredienti. Gli artisti, gli animatori e il team che cura il sonoro si occupano di fornire gli ingredienti come specificato dalla ricetta, ma sta al designer metterli insieme nella maniera giusta.

I programmatori, intanto, sono coloro che forniscono gli utensili: probabilmente potresti mescolare l’impasto per la torta con le tue mani, ma di sicuro faresti un po’ di caos, per cui gli chiedi di creare un bellissimo cucchiaio di legno (ovvero un editor grafico per gli schemi ad albero dei dialoghi, o qualsiasi altro tool). I programmatori costruiscono anche il forno, o almeno si occupano della sua manutenzione, che è il motore che trasforma il tuo impasto in una torta commestibile. Infine, i tester assaggiano la torta e ti dicono cosa puoi migliorare.

Mescolare l’impasto con le mani
Fare una torta senza gli utensili giusti può rivelarsi un disastro. La stessa cosa accade con i videogiochi

Abilità di game design

D’accordo, non è proprio un’analogia perfetta, ma serve a mettere in evidenza l’importanza di ciò che sembra un ruolo opaco e poco definito per quelli che sono al di fuori dell’industria dei videogiochi. Le regole alla base di ogni gioco, l’interfaccia, i controlli, la storia, i personaggi, il mondo, tutti questi elementi sono progettati, assemblati e rifiniti dai designer. Di conseguenza, per fare game design c’è bisogno di diverse abilità complementari:

  • Visualizzazione: la maggior parte dei giochi nasce con un progetto su carta. Più nel dettaglio sei capace di visualizzarlo in questa fase, meno iterazioni dovrai fare una volta che sarà cominciata la vera fase di sviluppo.
  • Analisi: dovrai costantemente esaminare gli altri giochi per valutare come sono stati ottenuti alcuni risultati, identificando soluzioni efficaci ed errori, applicando ciò che impari allo sviluppo del tuo gioco.
  • Graphic e UX Design: dovrai realizzare dozzine di prototipi di interfaccia. Idealmente dovrebbero essere rifiniti, riuscire a comunicare tutte le informazioni a colpo d’occhio ed essere semplici da utilizzare.

Progetti su carta per l’UI su smartphone
Preparati a fare una miriade di cose del genere

  • Programmazione e logica: non devi essere un esperto di C++, ma probabilmente dovrai saper comprendere linguaggi di scripting, per realizzare prototipi giocabili di livelli o mappe.
  • Scrittura: se il tuo gioco ha una storia e dei personaggi, i designer di solito si occupano della relativa scrittura.
  • Capacità di calcolo: se il tuo gioco si basa sul bilanciamento di molte statistiche, è utile saper analizzare matematicamente come interagiscono tra esse. I bonus dovrebbero essere espressi attraverso numeri o percentuali? È meglio applicarli secondo una logica additiva o moltiplicativa?

Wow! È una lista numerosa. Può sembrare scoraggiante, ma, in realtà, non è detto che ogni designer debba essere necessariamente esperto in ognuno di quei campi.

Specializzazione

Agli albori dello sviluppo dei videogiochi, il programmatore era di fatto spesso anche il designer e a volte svolgeva pure il ruolo di artista e animatore. Le ragioni per cui questo scenario è cambiato sono due.

La prima è che man mano che i giochi sono aumentati in numero, popolarità e qualità e l’hardware è diventato sempre più avanzato, sono cresciute anche le attese del pubblico, sempre più esigente. Per questo motivo è stato sempre più difficile per una sola persona avere tutte le capacità necessarie per creare autonomamente un gioco di successo.

In secondo luogo, con i giochi che sono divenuti sempre più grandi e complessi, non ci è voluto molto per rendere praticamente impossibile che una sola persona potesse avere il tempo a sufficienza per curare ogni aspetto, ammesso pure di avere tutte le capacità per farlo.

Screenshot promozionale di Grand Theft Auto V
Grand Theft Auto V fu sviluppato da oltre 1.000 persone impiegate da diversi studi.

Da qui arriva la sempre crescente specializzazione dei ruoli nell’industria dei videogiochi: ci sono i programmatori (che per i titoli più grossi si specializzano ulteriormente in programmazione dell’IA, grafica, ecc…); artisti (spesso divisi in concept artist, 2D e 3D artist, animatori); e designer (che possono essere level designer, UI designer, narrative designer, ecc…).

Questo non vuol dire che non ci siano più casi di successo di sviluppatori solitari e multi-ruolo. Anzi, sono tornati alla ribalta recentemente grazie alla scena indie, realizzando giochi più piccoli e innovativi non in diretta concorrenza con i grandi blockbuster. Nel complesso, però, i designer saranno in grado di trovare una nicchia adatta alle proprie abilità nel ruolo di game designer, sviluppando le competenze negli altri aspetti con il tempo e l’esperienza.

Screenshot di Stardew Valley
Stardew Valley è stato creato da Eric Barone, che ha lavorato in solitudine per quattro anni.

 

Dunque, cos’è il game design?

In sintesi, game design significa progettare e mettere insieme tutte le componenti di un gioco in grado di divertire le persone. Ciò significa prendere decisioni su tutti gli elementi del gioco, fino all’ultimo dettaglio. Liz England lo riassume brillantemente sul suo blog nel famoso post intitolato “The Door Problem”. Vale decisamente la pena leggerlo.

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