Il Game Producer nella filiera di produzione di un videogame: le affinità e le divergenze con il Project Management tradizionale.

Abbiamo incontrato Marco Ponte, Game Producer, da quest’anno Specialist Trainer di Project Management alla Digital Bros Game Academy

30 ottobre 2018

Ne parliamo con Marco Ponte Game Producer, da quest’anno Specialist Trainer di Project Management alla Digital Bros Game Academy con alle spalle 18 anni di esperienza come Game Producer. Attualmente CEO della Lunar Great Wall Studios , una video games development company indipendente di crescente successo.

Intanto ciao Marco e grazie per la tua disponibilità.
Partiamo subito con le domande ineludibili: quali sono i tratti distintivi di un Game Producer e quali i prerequisiti per un Project Management efficace nel processo di realizzazione di un videogame?

Marco: I tratti distintivi di un Game Producer che lavora nel mondo dei videogiochi sono a mio avviso due: la conoscenza dei videogiochi e la conoscenza del mercato. Un Game Producer, nel nostro mondo, dovrebbe conoscere la storia dei videogiochi e possibilmente essere un giocatore, questo per poter dirigere la produzione cercando di creare un titolo moderno e accattivante.
E' altresì necessario per poter scegliere le priorità correttamente. "Quali sono le feature assolutamente necessarie al prodotto che stiamo producendo?" Se non si sa rispondere a questa domanda, difficilmente si riuscirà ad essere efficaci.
Inoltre, una visone del mercato e delle regole che lo governano, è estremamente importante. Un videogioco è in definitiva un prodotto di intrattenimento, un prodotto che qualcuno dovrà vendere e qualcun altro acquistare. Arrivare all'appuntamento con l'acquirente finale efficacemente è un argomento che un producer deve affrontare giornalmente.
Servirà un publisher? Pubblicheremo come indipendenti? Venderemo solo in digitale o faremo il boxato? Rispondere a queste e ad altre domande e saperle contestualizzare nel mercato di oggi è di vitale importanza per la riuscita di un prodotto.

Un team di sviluppo di un videogame è tradizionalmente un team interfunzionale ovvero composto da gruppi di lavoro multidisciplinari, spesso con gerarchie interne proprie e, non da ultimo, caratterizzati da mentalità e approcci al lavoro estremamente diversificati.
Un Project Management decisamente complesso, dove deve intervenire una forte mediazione culturale tra mondi a volte estremamente diversi tra loro. Che metodi e strumenti adotti per armonizzare i diversi gruppi di lavoro?

Marco: La comunicazione è il fulcro di tutto. E' necessario creare e mantenere tutti gli strumenti possibili per facilitare la comunicazione e supervisionare questo processo.
Un team di sviluppo di videogiochi è normalmente composto da tre o più tipologie di persone estremamente diverse come forma mentis: i
programmatori, che sono essenzialmente dei matematici o dei logici, gli artisti, che hanno una visione prevalentemente estetica, e i designer, che sono persone abituate a progettare con una visione creativa a lungo termine.
Questi tre gruppi comunicano in modo essenzialmente diverso, in quanto i motori che muovono le loro vite e le loro passioni sono effettivamente estremamente diversi.
Quindi spesso non si capiscono, ed è proprio qui che il producer deve intervenire per evitare che ci siano fraintendimenti e valutazioni errate.
Aggiungete a questo il fatto che di solito si avrà anche a fare col marketing e con i publisher, che parlano ancora un'altra lingua (commerciale), e capirete quanto sia importante avere una comunicazione snella e funzionale.
Indipendentemente dal metodo di pianificazione che adotterete, sia esso
Agile o Modello a Cascata o una via di mezzo fra i due, la comunicazione deve essere la prima preoccupazione di un producer.

Ed infine, in classe e durante le attività di laboratorio dovrai confrontarti con studenti estremamente entusiasti e creativi nel proprio ruolo all’interno dei vari team di lavoro. Quale sarà il primo consiglio “esperenziale” che darai loro?

Marco: Essere sempre molto chiari e precisi nello spiegare agli altri su cosa state lavorando e qual'è il risultato che vi aspettate.
Cercando di essere sempre sicuri che quello che avete in mente o che quello che vi stanno richiedendo sia esattamente quello che è richiesto dal progetto.
Meglio una o dieci domande in più ed essere sicuri di produrre qualcosa di utile che rischiare di sprecare ore di lavoro, che come si intuisce, è esattamente come sprecare soldi.


Grazie Marco e buon lavoro!

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