La Game industry italiana: le opportunità e le criticità di una realtà d’impresa emergente

I dati rilasciati dall'Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani parlano chiaro: sono 120 gli studi di sviluppo che compongono lo scenario della Game industry italiana; di questi, 6 imprese su 10 sono nate da meno di tre anni e sono guidate da giovani imprenditori con un'età media di 33 anni.

27 settembre 2018

I dati rilasciati dall'Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani parlano chiaro: sono 120 gli studi di sviluppo che compongono lo scenario della Game industry italiana; di questi, 6 imprese su 10 sono nate da meno di tre anni e sono guidate da giovani imprenditori con un'età media di 33 anni.


Circa la metà (47%) ha una struttura costituita da uno a cinque collaboratori stabili, il 42% degli studi di sviluppo di videogiochi supera i cinque addetti, mentre il rimanente 11% è rappresentato da imprese non ancora costituite e formate da aggregazioni spontanee di freelance.


Si tratta prevalentemente di ex core gamers che si formano in Italia partendo da campi del sapere verticale e ampliano, spinti dalla passione per il game entertainment, i loro digital skill fino a diventare protagonisti della Game industry italiana. Il loro successo imprenditoriale, però, è destinato a oltrepassare i confini nazionali e mostra indici di crescita e potenzialità espansive anche in Europa e oltre oceano, dal momento che quello dei games è per natura un mercato globale e che il nostro paese, al quarto posto per volume di vendite di games dopo Gran Bretagna, Germania e Francia, mostra di avere una crescente cultura, interesse e familiarità con il prodotto videoludico.


L’orizzonte finanziario, che ha costituito l’unica vera impasse di questo settore produttivo a causa della ritrosia da parte degli istituti finanziari nell’erogare credito alle nuove imprese del game entertainment e dall’ancora insufficiente supporto economico statale alle start up innovative legate alla Game industry italiana (attualmente solo il 20% del totale), inizia a rischiararsi.


Attualmente sono al vaglio della Commissione Europea una serie di provvedimenti governativi per il 2018, con efficacia retroattiva al 2017, che prevedono una serie di benefici economici per la Game industry italiana quali detrazioni fiscali di produzione e di distribuzione, nonché contributi economici automatici e altre forme di sostegno finanziario legate ai risultati. http://www.aesvi.it/cms/view.php?cms_pk=2700&dir_pk=902


Se le opportunità di una Game industry italiana in espansione sono evidenti, non va assolutamente sottovalutata la possibile e concreta criticità che può intervenire nelle imprese nel non riuscire a sostenere nuove opportunità a causa di un bisogno non soddisfatto di un rapido inserimento nei team di sviluppo di nuovi game designer, game programmer, game artist & animator che siano job-ready.


Una criticità non nuova nella storia industriale, ma che oggi affligge e penalizza la crescita di un mondo vicino a quello della Game industry italiana, quello dell’Information Technology; secondo l’Osservatorio di Antal Italy (una multinazionale nel campo della ricerca e selezione di personale qualificato) evidenzia per alcuni ruoli aziendali fino al 25% di posizioni aperte per lunghissimo tempo nelle aziende IT a causa della mancanza di candidati con competenze idonee.

See Also