Alcuni dei peggiori consigli di game design che abbiamo sentito in giro, e perché sono così cattivi.

I game designer sono sempre alla ricerca di nuovi modi per superare i limiti del medium. Con così tanti titoli eccellenti disponibili sul mercato, la maniera migliore per spiccare e farsi notare è quella di aggiungere sempre un tocco originale, unico. (Infatti, i pitch per i nuovi giochi sono considerati incompleti se non propongono una qualche forma di USP, ovvero unique selling proposition). Alcuni dei migliori game designer, di conseguenza, sono inclini a mettere da parte le regole e le convenzioni per tracciare il proprio percorso nella ricerca di un’idea.

Screenshot di Narbacular Drop.

Screenshot di Narbacular Drop, un puzzle game sperimentale innovativo che ha condotto direttamente allo sviluppo di Portal.

Tutto ciò spiega chiaramente perché in giro si può trovare un’enorme varietà di consigli di game design, spesso contraddittori. La maggior parte ha un qualche fondamento, ma eccone alcuni in cui ci siamo imbattuti e ci hanno davvero lasciato perplessi, o che, all’atto pratico, potrebbero solo portare a un disastro.

“Se vuoi essere notato, prova ad aggiungere un tocco personale a tutti gli aspetti di design”. Questa è grossa. Tutti? Certo, ci sono alcune persone talmente creative da riuscire a pensare anche una dozzina di modi stravaganti di fare qualsiasi cosa. Ma anche se sei una di loro, non è detto che tu debba farlo.

Le convenzioni di design esistono per una buona ragione: prima di tutto, perché in questo modo i giocatori non sono costretti a imparare da capo qualsiasi cosa ogni qual volta iniziano un nuovo gioco; in seconda battuta, evitano la necessità di reinventare la ruota. Se stai progettando aspetti come lo schema dei controlli o l’interfaccia utente, dovresti guardare a quei giochi che fanno bene le cose che vuoi… e copiarle senza pudore.

Screenshot di Portal Knights.

Portal Knights prende serenamente in prestito da Minecraft alcuni elementi dell’interfaccia e dell’aspetto di costruzione del gameplay, e ci aggiunge alcune caratteristiche uniche.

Se persegui una strada più folle, probabilmente perderai tempo in una serie di tentativi fallimentari e finirai poi per fare qualcosa di simile a quella realizzata da altri sviluppatori, proprio perché da quegli stessi tentativi falliti ci sono passati anche loro.

Per gli aspetti base, inizia da ciò che sai che funziona, e modificalo in base alle tue necessità. In questo modo avrai il tempo di sfruttare la tua creatività dove conta realmente, ovvero nelle fantastiche unicità del tuo gioco.

“Questo genere di gioco è davvero popolare al momento. Devi sfruttare l’occasione per fare soldi!” … è la classica dichiarazione che, prima o poi, fa un qualunque proprietario di uno studio di sviluppo. Probabilmente te lo direbbe anche tua madre o i tuoi amici al pub. Ci sono almeno tre buone ragioni per riflettere seriamente prima di assecondare il loro consiglio:

1) Sviluppare un gioco può richiedere anni. La popolarità di quel genere sarà diminuita quando arriverai sul mercato?

2) Qualsiasi altro sviluppatore nel mondo sta facendo lo stesso identico pensiero. Aspettati dunque di vedere almeno una dozzina di cloni pubblicati contemporaneamente al tuo gioco, alcuni dei quali avranno probabilmente alle spalle tanti soldi e nomi importanti. Puoi competere con loro?

3) Se si tratta di un gioco online, c’è davvero spazio nel mercato per un clone? Le più grandi basi utente dei giochi online si autoalimentano: alla gente piace giocare le stesse cose dei loro amici, e avere tanti giocatori favorisce il matchmaking e la socializzazione. Per questo motivo è difficile spostare un numero significativo di giocatori.

Sotrmo di oche

I giochi online sono intrinsecamente sociali. Come convinci i giocatori a scegliere il tuo prodotto e ad abbandonare quello a cui sono fedeli?

Ricordi quando gli MMO diventarono davvero popolari? Sembrava che qualsiasi studio di sviluppo importante stesse provando a saltare sul carro degli MMO. La maggior parte dei titoli prodotti ha fallito nel conservare una base utenti sufficiente a sopravvivere, perché giochi ben consolidati come World of Warcraft si erano assicurati il mercato. I MOBA? Stessa cosa. I Battle Royale? Anche.

“Concentrati nell’implementare cose: abbiamo il QA che prova il gioco per noi”.

Potresti sentire altri designer che sostengono ciò, ma molto più spesso a suggerirci questo insidioso consiglio di game design è proprio il nostro cervello. Immersi nello stress quotidiano dello sviluppo dei videogiochi, assume perfettamente un senso: ci sono tantissime cose da fare, e tu provi il gioco ogni giorno per testare le cose su cui stai lavorando; certo, ma utilizzando i cheat per saltare rapidamente al punto che vuoi testare. Conta lo stesso, giusto?

No, non conta.

Devi trovare il tempo di provare il tuo gioco così come farebbe un vero giocatore. Guarda come i sistemi che hai progettato interagiscono tra loro. Devi farlo appena possibile e continuare a farlo a intervalli regolari durante lo sviluppo. Se arrivi alla beta senza aver mai fatto una run completa del tuo gioco, probabilmente ti sei perso alcune questioni di design fondamentali a cui adesso sarà molto difficile porre rimedio, cose come “questa importantissima funzione non è poi molto divertente”. Parlo per esperienza personale.

“È un cambiamento tranquillo, buttalo dentro”.

Di solito è una cosa che ti viene detta da uno dei lead (designer, artist o coder) dieci minuti prima della scadenza di una build che segna una milestone. Quasi inevitabilmente si scatena il panico, perché il QA testerà la build per scoprire che va in crash all’avvio.

Fungo atomico.

Probabilmente il risultato di un test incauto durante una giornata di milestone.

Mi fermo qui, ma c’è davvero una marea di terribili consigli di game design che si sparge ogni giorno. A volte non scopri la loro dannosità finché non provi a seguirli e impari dai tuoi errori. A volte si tratta di buoni consigli per una situazione particolare, ma che non possono essere applicati in altri contesti. Altre volte si tratta di consigli che vanno bene per alcune persone, ma non per te. Il mio parere: prendi ogni consiglio con le pinze. Applica ciò che ti sembra abbia un senso e funzioni per te, e preparati a imparare dagli errori, sia tuoi che delle altre persone.